La grande fantasia e la forte passione che non solo ricorda e vede ma esalta e ricompone le idee, questo è il talento del genio Leonardo da Vinci, e questo è il non lineare filo rosso che caratterizza la vita del vinciano, raccontata dal suo servo fedele, Batista De Vilanis, e dalla cuoca Mathurine che lo seguirono sino alla morte, ad Amboise nel 1519.

Una vita non lineare ma complessa che il servo esemplifica come labirintica e poco comprensibile da una logica coerente con il periodo storico.

Il suo porsi delle domande non incontrava il gradimento della Chiesa: l’anima della madre e del feto è la stessa? O anche, dove si trova l’anima? San Giovanni Battista è lui il vero Cristo?  Dipingere i Magi con tratti troppo popolari ed umani è canonico? 

A quel tempo si finiva sul rogo per molto meno.

Neanche il potere lo capiva: perché descriveva l’orrore e non la gloria delle battaglie, che i Signori  d’Italia guerreggiavano quasi quotidianamente?

Quanto su scritto non è del tutto vero, alcuni chiamiamoli “illuminati” capivano l’ anima dei suoi quadri e dei suoi scritti e lo proteggevano e  lo mantenevano  richiedendo i suoi servigi: Ludovico il Moro, Isabella D’Este, Cesare Borgia, Giuliano De Medici.

Leonardo un uomo sicuramente geniale ed assolutamente contemporaneo a noi che affermiamo che sta nella comprensione della complessità il nostro futuro, un genio che ha avuto le intuizioni artistiche e scientifiche che avrebbero avuto fondatezza molti secoli dopo.

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