Lo zucchero

Queste brevissime riflessioni ci fanno capire quanto è importante l’educazione alimentare sin dalla prima infanzia

Resistere allo zucchero sarebbe davvero una gran brutta vita, ma siccome pare responsabile di qualunque malattia, meglio sapere cosa fin qui è stato dimostrato. Gli studi dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dell’Agenzia Internazionale della ricerca sul cancro (Airc), e le ultime «revisioni» in materia sulle più prestigiose riviste scientifiche, hanno accertato che il consumo eccessivo è causa di una lunga serie di problemi. Ma quando è «eccessivo»? Dopo aver digerito qualche chilo di studi proviamo a darvi una sintesi. Che faccia venire la carie lo sappiamo fin da piccoli . L’80% della prevenzione si farebbe mangiando meno dolci e caramelle. Il resto è legato alla corretta igiene orale.

Lo zucchero fa ingrassare anche perché dà dipendenza: il consumo provoca picchi di insulina e glicemia che nel giro di un’ora precipitano e ti portano ad aver subito voglia di rimangiarlo. Nelle bevande zuccherate invece il «tranello» è rappresentato dalle calorie liquide, che non danno senso di sazietà (i nostri recettori sono legati al volume), ma scorrono senza lasciare traccia di aver «mangiato».

Viviamo però in un ambiente che i nutrizionisti definiscono «obesogeno», che ci spinge a mangiare anche quando non abbiamo fame. Le modeste campagne ministeriali non lasciano il segno, e alla fine a fronteggiare il marketing selvaggio che si sta allargando ai canali YouTube dei giovanissimi, restano pochi progetti pilota. Val la pena ricordare «Eat Educational» , avviato dal Policlinico di San Donato Milanese con il coinvolgimento di 5 mila ragazzi delle scuole medie inferiori. Grazie a lezioni in classe con nutrizionisti,  l’invio periodico di sms motivazionali, l’inserimento nella scuola di poster educativi e distributori automatici con snack salutari, i ragazzi in sovrappeso sono passati dal 25,5% al 17,6%, e quelli obesi dal 9,2% al 6,8% in tre anni. Lo stesso progetto era stato realizzato anche nelle scuole superiori, ma non aveva funzionato: i ragazzi erano troppo grandi. Questo la dice lunga sulla necessità di intervenire presto, tant’è che la «American Heart Association» a conclusione di un corposo studio sui rischi di un eccesso di zuccheri raccomanda: «non dare ai bambini sotto i due anni cibi con dentro lo zucchero, e per gli adolescenti non più di una bevanda zuccherata alla settimana».

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